Palazzo Minerbetti

- Via Tornabuoni -
 

Palazzo Minerbetti

è un importante esempio a Firenze di palazzo del quattordicesimo secolo ancora ben conservato. Vi fu aggiunto all’angolo di via del Parione, un fabbricato più basso, con cantonata di bozze e buone decorazioni di pietra.

Lo edificarono i Bombeni, Famiglia di origine inglese trasferitasi a Firenze per ragioni politiche, dopo l’uccisione dell’Arcivescovo di Canterbury Thomas Becket, agl’inizi del trecento, che ne rimasero proprietari fino al 1459, quando fu venduta una parte ai Minerbetti e l’altra parte, per testamento di Lapo Bombeni, passò ai Capitani di Orsanmichele, dai quali l’acquistò il Minerbetti.

Per comodità, questi, comprò anche alcune case dal lato di Via del Parione, che più tardi furono incorporate formando un unico edificio. Fu quindi, posto sulla cantonata di via del Parione anche un bellissimo stemma, tutt’oggi presente, della Famiglia Minerbetti.

Con l’estinzione della famiglia nel 1793,

il Palazzo passò prima ai Santini di Lucca, poi ai Buonvisi Montecatini sempre di Lucca.

Nell'Ottocento venne adibito ad hotel (albergo del Pellicano e locanda d'Europa), funzione che conserva tutt'oggi agli ultimi piani con il prestigioso Hotel Tornabuoni Beacci, e in seguito venne acquistato dalla Compagnia Fondiaria.

Nel 1761 fu realizzata un'alcova ed una cappella privata dall’architetto Pier Giovanni Fabbroni, con le decorazioni ad affresco, di Diacinto Fabbroni e sempre di quest’ultimo, è la Pala dell’altare con il martirio di San Tommaso Beckett.

Il 2 luglio 1767, il palazzo ospitò i Granduchi, per assistere al Palio di San Giovanni. In quell’occasione, fu restaurato il terrazzino, togliendo il pergolato e impreziosendolo con drappi di preziose stoffe bianche e rosse, foderate di coloro giallo oro.

Oggi il palazzo, come altri palazzi storici di via Tornabuoni, si presenta in stile tardo medioevale,

con un bugnato rustico su tutta la facciata, conferendogli un aspetto severo.

Tra i sette portali al pian terreno, il primo a sinistra è di accesso al palazzo, mentre il terzo è eccezionalmente alto, fino a tutto il mezzanino: ciò è dovuto al fatto che di lì passava un tempo un vicolo, al di sotto di quella che era chiamata volta dei Minerbetti e che collegava via Tornabuoni con la stretta via del Purgatorio, visibile ad esempio nella pianta del Buonsignori del 1584.

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