Palazzo Spini Feroni

- Via Tornabuoni -
 

Palazzo Spini Feroni

Tra i più bei palazzi storici di via Tornabuoni a Firenze, venne eretto dai potentissimi Spini, nel XIII secolo, come fortezza. In origine il fabbricato attraversava la via Lungo l’Arno, terminando sul fiume con un robusto torrione. Nel 1427 era diviso tra i vari rami della famiglia, che ne rimase proprietaria solo parzialmente, fino all’estinzione della stessa nel 1686. Dopo altre proprietà nel XVIII secolo, fu acquistato dai Marchesi Feroni.

Nel 1822 per comodo di passaggio sul lungarno,

furono abbattuti il torrione e l’arco che era chiamato “dei pizzicotti”. Sull’angolo del Palazzo Feroni, c’era il Caffè dell’Arco ( così chiamato proprio in nome dell’arco di Santa Trinita). Questo Caffè era il ritrovo elegante della Città, in particolare per i “cocchi tirati dai cavalli” che provenivano dalla passeggiata delle Cascine , privilegio che sarebbe in seguito passato al Caffè Doney, e nella bella stagione il Caffè dell’Arco, metteva fuori i tavolini sia sul Lungarno che in via Tornabuoni.

Ai piedi del palazzo era il celebre pancone degli Spini “dimora continua di leggiadra gioventù”, ma anche di personaggi maturi ed importanti. A tal proposito, l’Anonimo Gaddiano ci narra un episodio, protagonisti Leonardo da Vinci e Michelangelo BuonarrotiPassando Lionardo dalla pancaccia degli Spini, dove era una radunata di homini da bene, et dove si disputava un passo di Dante, chiamarono ditto Lionardo, dicendo che dichiarassi loro quel passo. Et a caso a punto, passò di qui Miche agnolo et chiamato da uno di loro rispose Lionardo: - Michele Agnolo, ve lo dirà Egli. Di che parendo a Michele Agnolo l’havessi detto per sbeffarlo, con ira gli rispose: - Dichiaralo pur  tu, che facesti un disegno di cavallo per gittarlo di bronzo, et non lo potesti gittare, et per vergogna lo lasciasti stare. Et detto questo, voltò le rene et andò via ; dove rimase Lionardo che per le dette parole diventò rosso. Impagabile pancone degli Spini, che fosti testimone di tale evento. Nessuno ti ha dedicato una lapide?

Questa panca detta “panca di via”,

infatti, fu eliminata nell’800 e ripristinata parzialmente nel secolo scorso.

All’epoca, questo palazzo, era il più grande tra i palazzi di Firenze, l’unico a poter competere con Palazzo Vecchio, che venne costruito in quegli stessi anni. Gli architetti che probabilmente hanno partecipato alla sua costruzione, possono essere Arnolfo di Cambio o Lapo Tedesco, ma le notizie sono molto sporadiche. Il suo aspetto originario si può vedere negli affreschi di Domenico Ghirlandaio nella Cappella Sassetti nella Chiesa di Santa Trinita. In quegli affresci è rappresentato il miracolo del fanciullo resuscitato grazie all’intercessione di San Francesco. Nella scena si vede proprio il palazzo Spini, dal quale un fanciullo sta precipitando da una finestra del palazzo e poi viene resuscitato dall’intervento del Santo di Assisi.

Oggi, Palazzo Spini Feroni, resta uno dei migliori esempi di architettura medioevale a Firenze, anche se oggi, il suo aspetto è frutto in parte di restauri del 1874, conservando però l’aspetto solido da fortino difensivo, tipico delle grandi famiglie che si dovevano proteggere.

Il rivestimento con pietra a vista ed il coronamento di merli guelfi, denotano la foggia di fortilizio che un tempo sorvegliava ponte Santa Trinità.

Negli ambienti sotterranei, dove oggi è collocato il museo Ferragamo,

si trova l’antico pozzo della Famiglia Spini, che poteva così attingere l’acqua direttamente dalla propria abitazione. Questo è chiamato Pozzo di Beatrice, come omaggio a Beatrice Portinari, che proprio vicino al ponte di Santa Trinità avrebbe incontrato Dante per la prima volta.

All’interno esiste ancora una cappella privata, con affreschi di Bernardino Poccetti del 1612, che rappresentano il Paradiso con un coro di angeli musicanti e l’adorazione dei Magi. Questi affreschi furono staccati e trasferiti nella cappella attuale, da un’altra cappella durante le ristrutturazioni del 1700; l’architetto Lorenzo Merlini, artefice di questa rimozione, incorniciò gli affreschi con stucchi e dorature.

Nell’atrio d’ingresso, dove un tempo esistevano le botteghe sulla strada, si trova l’alto rilievo di Giuseppe Piamonti del 1705, che rappresenta “i giganti fulminati da Giove”.

Dal 1846 al 1872 nel palazzo ebbe sede l’Albergo Europa che ebbe ospiti illustri come il Principe di Metternich e Nicola I Zar di tutte le Russie, che come capo della Chiesa Russa, sancì qui la separazione tra il nababbo russo-fiorentino Nicola Demidoff e la moglie Matilde Bonaparte, avendo sede nel Palazzo Spini Feroni, il Comune di Firenze in attesa della ristrutturazione di Palazzo Vecchio, fino al 1881.

Per un certo periodo vi fu anche la sede del Gabinetto Viesseux,

dopo quella di Palazzo Strozzi. Nel 1938, il Palazzo fu acquistato da Salvatore Ferragamo, attuale proprietario, come casa madre e principale boutique per la sua attività di stilista di calzature.

Dal 1995 è stato aperto nel Palazzo, anche il Museo Salvatore Ferragamo.

 

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